La cupola moresca di Villa Sticchi a Santa Cesarea Terme, affacciata sulla scogliera
La cupola moresca di Villa Sticchi a Santa Cesarea Terme, affacciata sulla scogliera. Foto: Bultro · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Un paese nato dall'acqua

Santa Cesarea Terme, a una manciata di chilometri dall'agriturismo, non è un borgo antico cresciuto attorno a una piazza. È un centro relativamente recente, nato e sviluppatosi grazie a una risorsa naturale precisa: le acque sulfuree che sgorgano lungo la scogliera. Sgorgano da quattro grotte naturali affacciate sul mare, la Gattulla, la Fetida, la Solfurea e la Solfatara, a una temperatura pressoché costante attorno ai trenta gradi. Sono acque sulfuree, salse e bromo-iodiche, e su di esse si è costruita fin dall'Ottocento la fortuna termale del posto.

Questo spiega anche l'odore: avvicinandosi alla scogliera si sente distintamente lo zolfo. Non è un difetto e non è un segnale di inquinamento, è semplicemente il paese che si presenta.

Villa Sticchi, la cupola che si vede da lontano

Il simbolo di Santa Cesarea è Villa Sticchi, edificio di fine Ottocento voluto da Giovanni Pasca, primo concessionario delle sorgenti termali, su progetto dell'ingegnere Pasquale Ruggieri. Vista dalla strada costiera sembra una piccola moschea incastonata nella roccia: cupola dai toni rosso-violacei, archi a ferro di cavallo, decorazioni ad arabesco di gusto floreale.

La villa non è un monumento antico e non pretende di esserlo: è il prodotto di un preciso momento culturale, quello dell'orientalismo tardo-ottocentesco, calato però su una scogliera dell'Adriatico. Il contrasto fra la geometria dell'edificio e il calcare irregolare della costa è la ragione per cui questa immagine è diventata la cartolina del basso Salento adriatico. Il momento migliore per guardarla è il tardo pomeriggio, quando la luce da ovest accende la cupola.

Il lungomare delle residenze

Villa Sticchi non è isolata. Il fronte mare di Santa Cesarea è punteggiato da residenze nobiliari e borghesi costruite fra Ottocento e primo Novecento, quando il paese era una meta termale alla moda. Fra queste, una villa ottocentesca poco distante fu voluta come dimora estiva da una famiglia nobiliare locale.

Camminare lungo la strada panoramica guardando le facciate è un modo semplice e gratuito di leggere il paese: si passa da un linguaggio orientaleggiante a citazioni neogotiche e liberty, con il mare sempre a fianco. È una passeggiata breve, che si fa bene la sera, e che racconta più di molte guide come il turismo sia arrivato su questa costa: non con il mare, ma con la salute. Prima delle vacanze balneari ci furono i soggiorni di cura, e le ville nacquero per ospitare chi restava settimane intere.

Il mare, e come ci si entra

A Santa Cesarea non ci sono spiagge di sabbia. La costa è alta e si scende in acqua da piattaforme, scalette e scogli. È un mare limpido, con fondali che degradano rapidamente, adatto a chi nuota volentieri e meno a chi cerca il bagnasciuga.

  • Portate scarpette da scoglio: sono quasi indispensabili su questo tratto.
  • Verificate il vento: con levante forte la scogliera diventa poco praticabile.
  • Considerate Porto Miggiano, poco più a sud: un'insenatura chiusa fra falesie, raggiungibile da una lunga scalinata e sorvegliata da una torre costiera del Cinquecento.
  • L'ombra è scarsa quasi ovunque: organizzatevi per le ore centrali.

Le terme e la stagione

Lo stabilimento termale è ancora attivo e rappresenta la vocazione storica del paese. Trattamenti, periodi di apertura e modalità di accesso variano di anno in anno, quindi vanno verificati direttamente sui canali ufficiali della struttura: non affidatevi a informazioni di seconda mano trovate online.

Quanto alla stagione, Santa Cesarea si visita tutto l'anno e fuori dai mesi estivi ha un fascino diverso, con il mare mosso che batte sotto le ville e pochissima gente in giro. In luglio e agosto conviene arrivare presto per il parcheggio, che è il vero limite pratico del paese. Per una visita completa di lungomare, ville e un bagno bastano poche ore, e si combina bene con Castro o con la costa verso Tricase nella stessa giornata.

Dormite tra gli ulivi, a due passi dal mare

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