La Fòcara di Novoli in fiamme durante la festa di Sant'Antonio Abate
La Fòcara di Novoli in fiamme durante la festa di Sant'Antonio Abate. Foto: Florixc · Public domain · Wikimedia Commons

Il fuoco più atteso dell'inverno salentino

Mentre il resto del Salento riposa, a metà gennaio un paese della provincia di Lecce si accende. A Novoli, nella notte del 16 gennaio, viene dato fuoco alla Fòcara: una costruzione enorme, fatta interamente di tralci di vite, che brucia per l'intera notte in onore di Sant'Antonio Abate. È considerata uno dei falò più grandi d'Europa ed è una delle poche occasioni per vedere il Salento d'inverno con le piazze piene di gente.

Chi conosce solo il Salento d'agosto fatica a immaginarlo. Qui non c'è mare, non c'è la folla delle vacanze: c'è un paese dell'entroterra che si stringe attorno al proprio santo protettore in una delle settimane più fredde dell'anno, e lo fa con un gesto di una scala che sorprende chiunque arrivi per la prima volta.

Perché si accende

La devozione dei novolesi per il «santo del fuoco» è antica e non se ne conosce con esattezza l'inizio: si ipotizza un'origine molto remota. Quel che è documentato è che la chiesa dedicata al santo comincia a essere costruita nel Seicento e che nel secolo successivo Sant'Antonio Abate viene riconosciuto ufficialmente protettore del paese. Le prime testimonianze scritte del falò risalgono all'Ottocento, quando un cronista annota di avere visto a Novoli una fòcara più grande di quelle dei centri vicini.

Il senso del rito è quello dei fuochi invernali diffusi in mezza Europa: bruciare il vecchio per fare spazio al nuovo, chiedere protezione per gli animali e per i campi, segnare il punto in cui l'inverno comincia a cedere. Anche la materia prima racconta qualcosa: i sarmenti sono ciò che resta della potatura della vigna, uno scarto agricolo che una volta all'anno diventa luce.

Come si costruisce

La fòcara non si improvvisa. Nelle settimane che precedono la festa i tralci vengono raccolti nelle campagne e accatastati in piazza a formare una struttura conica, larga alla base e via via più stretta verso l'alto, tenuta insieme dalla sola disposizione dei fasci. È un lavoro collettivo, tramandato di generazione in generazione, che si può osservare da vicino nei giorni precedenti: molti arrivano a Novoli proprio per questo, quando la catasta è ancora intera e ci si può girare attorno.

Vederla prima e vederla dopo sono due esperienze diverse e complementari. Prima è un'architettura di legno, ordinata e silenziosa. Dopo è un cumulo di braci che continua a fumare per giorni, e il paese profuma di legna bruciata.

La notte del 16 gennaio

La giornata si apre con i riti religiosi: la statua del santo esce in processione e passa accanto alla catasta prima che le venga dato fuoco. Poi, la sera, l'accensione. Le fiamme salgono in fretta, per qualche minuto illuminano l'intero paese, e il calore si avverte anche da lontano: per questo la piazza viene tenuta a debita distanza e l'area è presidiata. Il fuoco prosegue per tutta la notte.

Attorno al falò la festa continua con bande, spettacoli pirotecnici, banchi di dolci e di prodotti locali. I festeggiamenti si distribuiscono su più giorni, perché il calendario liturgico ricorda Sant'Antonio Abate il 17 gennaio.

Consigli pratici per chi ci va

  • Copritevi molto più di quanto pensiate: si sta fermi all'aperto per ore e l'umidità serale si sente.
  • Il centro viene chiuso al traffico: conviene arrivare presto, parcheggiare in periferia e proseguire a piedi.
  • Se portate bambini, tenete conto dei botti e della calca: meglio una posizione defilata e una via d'uscita facile.
  • Per fotografare la struttura integra andate di giorno, nei giorni che precedono l'accensione.
  • Gli animali domestici soffrono i fuochi d'artificio: meglio non portarli.

Da qui, in poco più di un'ora

Novoli si trova nella parte settentrionale della provincia di Lecce: dal basso Salento adriatico si raggiunge in poco più di un'ora d'auto, e conviene partire con anticipo per trovare posto. È un'escursione che ha senso soprattutto per chi ama il Salento fuori stagione, quando gli uliveti sono spogli, le strade vuote e i paesi tornano a essere di chi ci abita.

Date, programma religioso e civile, viabilità e modalità di accesso variano di anno in anno: prima di partire consultate i canali ufficiali del Comune di Novoli e degli enti organizzatori, che pubblicano il calendario aggiornato e le indicazioni per il pubblico.

Una base tranquilla per le sere di festa

Dopo una serata di musica e luminarie si torna nel silenzio dell'uliveto: camere con bagno privato e aria condizionata a Vignacastrisi, con la colazione compresa il mattino dopo.