Porto Miggiano
A circa sette chilometri, Porto Miggiano è una piega della costa che si apre all'improvviso fra le falesie. Si scende lungo la lunga scalinata scavata nella roccia e ci si ritrova in una baia raccolta, con acqua turchese e fondali trasparenti: uno di quei posti che si guardano tanto quanto si nuotano.
La scalinata e l'insenatura
Porto Miggiano si annuncia dall'alto. Dalla strada non si vede quasi nulla: è solo avvicinandosi al bordo della falesia che l'insenatura si rivela, incassata a forma di ferro di cavallo fra due pareti di roccia chiara. Da lì parte la discesa, una lunga scalinata ricavata nella pietra che tutti conoscono con il nome di scalinata dei cento scalini, anche se i gradini reali sono qualcuno in più.
La discesa è semplice ma va affrontata con attenzione: i gradini sono irregolari, in alcuni tratti alti, e con la pietra bagnata diventano scivolosi. La risalita, a fine giornata e con il sole ancora alto, è la parte che sorprende chi non se l'aspetta: conviene conservare acqua per il ritorno.
In fondo si apre uno spazio raccolto, in parte roccioso e in parte ghiaioso, chiuso dalle falesie. Non è una grande spiaggia: è una baia, e va vissuta come tale, con il ritmo di chi si accontenta di un asciugamano su un ripiano di pietra.
Sott'acqua, il motivo vero per venire
Il fondale alterna sabbia e roccia e degrada più rapidamente rispetto a un litorale sabbioso: bastano pochi metri per avere sotto di sé un mondo. L'acqua è notoriamente limpida perché la costa è rocciosa e non trattiene sedimenti, e la conformazione a U protegge la baia da diversi venti, mantenendo spesso lo specchio d'acqua calmo anche quando fuori il mare si muove.
Con maschera e boccaglio si nuota lungo le pareti laterali, dove la roccia scende a strapiombo e la luce crea bande azzurre e verdi che cambiano nell'arco della giornata. Ci sono anfratti, una piccola cavità e un masso isolato che emerge nella baia, punto di riferimento naturale per chi nuota. Le condizioni migliori sono al mattino, quando l'acqua è più ferma e la trasparenza massima.
La torre che sorveglia la baia
Sopra l'insenatura si erge una torre costiera cinquecentesca, parte del sistema di avvistamento e difesa che punteggiava tutto il litorale adriatico salentino. Le torri erano collegate a vista fra loro: dall'una si segnalava all'altra l'avvicinarsi di navi ostili, e in poche ore l'allarme correva lungo centinaia di chilometri di costa.
Oggi la torre è soprattutto un punto panoramico: dalla sua base lo sguardo abbraccia la falesia, la baia sottostante e il profilo della costa che si allontana. Vale la sosta anche per chi non ha intenzione di scendere a fare il bagno.
Come viverla senza stress
Porto Miggiano è molto frequentata nei mesi centrali dell'estate e lo spazio a disposizione è limitato per definizione: la baia non è elastica. Arrivare presto la mattina, o scegliere il tardo pomeriggio, è la differenza fra un ricordo bellissimo e una giornata di gomito a gomito. Nei mesi di spalla, quando il mare è ancora tiepido e la folla è sparita, il posto torna a essere quello che merita.
Ultima raccomandazione, la più importante: essendo una baia con fondali che scendono in fretta e accessi rocciosi, conviene sempre valutare le condizioni del mare prima di scendere e rinunciare senza rimpianti quando il vento spinge onda dentro l'insenatura.
Consigli pratici
- Scarpe con suola aderente per la scalinata: i gradini sono irregolari e a tratti scivolosi.
- Portate acqua a sufficienza: la risalita in pieno sole è più impegnativa della discesa.
- In alta stagione arrivate presto la mattina, quando l'acqua è ferma e la baia è ancora vuota.
- Maschera e boccaglio valgono il viaggio: le pareti laterali sono la parte più bella.
- Con vento che entra nell'insenatura meglio rimandare: valutate sempre le condizioni del mare.


