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Dintorni · Panorami

Faro di Punta Palascia

A diciassette chilometri, il faro di Punta Palascia segna il punto più a oriente d'Italia. La torre bianca del 1867 si staglia su una scogliera bassa da cui, nelle giornate limpide, si intravedono i monti dell'Albania: qui il sole sorge prima che in qualunque altro posto del Paese.

17 km dall'agriturismo Panorami
Il faro bianco di Punta Palascia sulla scogliera rocciosa, con il mare Adriatico al tramonto
Faro di Punta Palascia, a 17 km dall'Aia di San Giorgio.

Il punto più a est d'Italia

Punta Palascia, o Capo d'Otranto, è il lembo di terra italiana più vicino all'Oriente. Il faro bianco che vi sorge, costruito nel 1867, è fra i cinque fari del Mediterraneo riconosciuti come monumento dalla Commissione Europea, e la sua luce ha guidato per un secolo e mezzo le rotte del Canale d'Otranto.

Il paesaggio è essenziale: roccia calcarea, macchia bassa piegata dal vento, il bianco della torre e il blu dell'Adriatico. Non c'è nulla di costruito intorno, ed è proprio questo che rende il posto memorabile.

L'alba e l'Albania

Qui il sole sorge prima che in qualunque altro punto d'Italia, e l'alba di Capodanno a Punta Palascia è diventata un appuntamento. Fuori da quella data, una levataccia in una mattina limpida di primavera regala lo stesso spettacolo senza la folla.

Quando l'aria è tersa, all'orizzonte compare il profilo dei monti dell'Albania: sono poco più di settanta chilometri di mare aperto. È la vista che spiega meglio di qualsiasi libro perché questo tratto di costa sia stato per secoli un crocevia di popoli, invasioni e scambi.

Come arrivarci e cosa mettersi

Si arriva in auto lungo la litoranea fra Otranto e Santa Cesarea, seguendo le indicazioni per il faro: l'ultimo tratto è una strada stretta che termina in uno slargo sterrato. Da lì si prosegue a piedi per pochi minuti fino alla torre. Il faro in sé non è normalmente visitabile all'interno, ma tutta l'area intorno è liberamente accessibile.

Scarpe chiuse: la roccia è tagliente e il sentiero irregolare. Il vento qui soffia quasi sempre, anche nelle giornate calde, quindi una felpa leggera non è mai sprecata. E attenzione al bordo della scogliera, che scende verticale senza protezioni.

Consigli pratici

  • Scarpe chiuse con suola robusta: il terreno è roccia tagliente e sentiero sconnesso.
  • Il vento soffia quasi sempre, anche d'estate: portate una felpa leggera.
  • All'alba lo spettacolo è massimo, ma in inverno la strada al buio è stretta: andateci con calma.
  • Non avvicinatevi al bordo della scogliera: scende a picco e non ci sono protezioni.
  • Il faro non si visita all'interno; l'area intorno è invece sempre accessibile e gratuita.