L’Aia di San Giorgio: la dimora dell’arte di riscoprire se stessi

“C’è sempre qualcosa che, a un certo punto della nostra vita, ci svela esattamente cosa siamo. La prospettiva sembra diversa, eppure non lo è!”

Vi parrà forse strano che per narrarvi un luogo io parta da una citazione. Eppure vi assicuro che mai è stato più appropriato, direi quasi necessario, iniziare un “viaggio” dalle pagine di un libro. E no, “non è la fine del mondo”, proprio come dice Alessia Gazzola: le scoperte (o riscoperte) non sono mai una fine, ma sempre l’inizio di qualcosa. In questo caso, qualcosa che profuma di buono.

L’Aia di San Giorgio: spegnete il cellulare; sedetevi dinanzi al camino e fatevi cullare dal suono delicato della legna che scoppietta; respirate a fondo e sincronizzare i battiti del cuore al ritmo della danza della fiamma.

Siamo in Salento, a Vignacastrisi, tutt’attorno ulivi, campagna e cielo…

Non c’è bisogno di altro all’Aia di San Giorgio e vi parrà forse strano sentirvelo quasi insistentemente sussurrare dall’aria di pace e dal calore della pietra leccese che vi accoglieranno al vostro arrivo.

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